Le conseguenze disastrose dei fenomeni meteorologici estremi, che il cambiamento climatico ha reso sempre più frequenti, rappresentano un problema cruciale per il nostro Paese, caratterizzato da un'endemica fragilità geografica, a causa di un'elevata predisposizione naturale a dissesti idrogeologici e sismici, eppure in perenne ritardo nella realizzazione delle necessarie opere di prevenzione strutturale. Così, il compito di prevenire e mitigare i danni prodotti dalle calamità naturali è stato sostanzialmente rimesso al Servizio Nazionale della Protezione Civile, un sistema complesso, policentrico e diffuso, che per molto tempo ha raccolto consensi e diffuso apprezzamento da parte della collettività. Negli ultimi anni, tuttavia, l'operato degli esponenti della Protezione Civile è stato al centro di uno scrutinio sempre più pervasivo da parte dell'autorità giudiziaria, che ha sovente contestato profili di responsabilità penale per il mancato impedimento degli effetti calamitosi di quei fenomeni naturali che, in precedenza, venivano considerati alla stregua di tragiche fatalità e che oggi, invece, vengono ricondotte, pressoché immancabilmente, all'errore di qualcuno, di cui l'opinione pubblica chiede l'individuazione e la punizione. Partendo da queste premesse, si è sviluppato il progetto di ricerca PRIN-PNRR dal titolo "Climate change, catastrophic events, risk management and accountability: building a just culture for a disaster resilient society", i cui risultati sono raccolti nel presente volume.