Il volume, che riprende e aggiorna uno studio pubblicato sullo stesso argomento nel 2011, analizza il fenomeno dell’obiezione fiscale alle spese militari ricostruendone la storia e i fondamenti teorici ed esaminandone le implicazioni giuridiche, con specifico riferimento all’ordinamento italiano.
Dopo aver distinto l’obiezione fiscale da istituti più noti e diffusi (obiezione di coscienza, disobbedienza civile, protesta fiscale), il lavoro esamina le ragioni etiche e politiche degli obiettori, il dibattito dottrinale e la giurisprudenza formatasi in materia, con particolare attenzione ai profili costituzionali e comparatistici. Ricorda i problemi della rilevanza (o irrilevanza) penale dell’incitamento alla protesta e all’obiezione fiscale, e ripercorre i tentativi, rimasti inattuati, di ottenere un riconoscimento normativo di forme di opzione fiscale in grado di permettere agli obiettori di destinare parte delle imposte dovute a scopi non riprovati in coscienza.
Riesce confermata l’inconciliabilità del fenomeno con il principio di legalità e con il dovere di contribuzione. Ne emerge, in sintesi, una riflessione critica sul rapporto tra coscienza individuale, dovere tributario e stabilità dell’ordinamento giuridico.